Banche: proposta di legge di “Condono Bancario” per i piccoli debitori. La cosa non piace a chi specula sui crediti deteriorati (NPL)

Banche: proposta di legge di “Condono Bancario” per i piccoli debitori. La cosa non piace a chi specula sui crediti deteriorati (NPL)

Quando si è costituita Sdebita nel 2015, abbiamo pensato a una società con una struttura tecnico legale che avesse per statuto, spirito e ambizione sociale per affrontare il dramma dei crediti deteriorati, sia che riguardassero privati cittadini che imprenditori.

Raffaele Santopaolo

Abbiamo pensato ad un organizzazione in grado di dare risposte immediate, per affrontare nel migliore dei modi il Mostro del Debito, con lo scopo di gestire e ridurre al massimo i danni scaturiti da contratti finanziari divenuti insostenibili.

L’opposizione ai decreti ingiuntivi, ai pignoramenti, l’analisi dei contratti, la verifica di anomalie, la rinegoziazione, la riduzione, il saldo e stralcio, sono stati e sono gli strumenti di difesa, con cui avremmo affrontato i creditori per salvare la casa, l’azienda, lo stipendio, la pensione.

Sapevamo che gli effetti della crisi dei subprime scoppiata alla fine del 2006, avrebbero continuato a mietere  vittime e che la recessione che aveva colpito in particolare modo i paesi del mondo occidentale, non era ancora finita.

Sapevamo che in Italia alla fine del 2015 i Non Performing Loans (Npl) i famosi crediti incagliati o deteriorati, avevano superato la somma di 200 miliardi, il quadruplo dal 2006, praticamente un oceano.

Dall’analisi di questo oceano di NPL,  si evidenzia che circa 60miliardi sono costituiti da debiti inferiori ai 500 mila euro, riconducibili a circa l’80% dei debitori, praticamente famiglie, piccoli imprenditori, liberi professionisti. I restanti 140 mld sono detenuti dal 20% dei debitori praticamente i grandi clienti, aziende corporate.
I crediti deteriorati o NPL che dir si voglia, sono il grande business di questi anni post crisi, da una parte ci sono le banche che hanno la necessità a volte l’obbligo di liberarsene con urgenza a costo di svenderli, dall’altra parte ci sono i fondi speculativi specializzati, spesso esteri che riescono a creare in poco tempo plusvalenze a due cifre.

In questi anni ci siamo spesso posti delle domande:

– Perché se un debito che vale 100 viene venduto a 10?
– Perché non cederlo direttamente al debitore magari anche a un prezzo un po più alto?
– Perché non dare a un padre di famiglia in difficoltà, la possibilità di rinegoziare debito e salvare la casa?
– Perché non dare alle PMI la possibilità di ricomprarsi il proprio debito ed avere un altra chance?

Senza entrare nel tecnicismo più spinto, né tanto meno facendo ricorso a facile retorica, ma restando nell’ ambito del buon senso, nel richiamare lo Stato Italiano alla diligenza del buon padre di famiglia, che amministra accuratamente i propri affari, ci siamo resi conto che la strada di un Condono Bancario può portare solo benefici al paese, aiutandolo ad uscire più velocemente da questo “dopoguerra” scaturito dalla crisi del 2006.
Una risposta a questi nostri interrogativi è arrivata con una proposta di legge presentata in parlamento dall’ onorevole Giovanni Paglia con lo scopo di aiutare i piccoli debitori delle banche che potrebbe essere una concreta soluzione in aiuto a famiglie, piccoli imprenditori e liberi professionisti con debiti inferiori ai 500mila euro.

I termini del disegno di Legge e la proposta depositata in Commissione Finanza della Camera.

La proposta depositata in commissione Finanze della Camera stabilisce per legge, la possibilità per il piccolo debitore di acquistare il suo “credito deteriorato” al prezzo quale la banca lo sta vendendo Con una remissione del debito il cliente potrebbe chiudere la partita in sofferenza pagando circa il 10% o il 20%” di quanto dovuto, si legge nel testo della proposta. “Dall’altra parte, le banche subirebbero la stessa perdita che deriverebbe dalla cessione, ma senza aver trasferito all’estero un guadagno realizzato dai fondi acquirenti”.
Si tratta in sintesi di un “Giubileo bancario”, che consentirebbe a circa 10 milioni di debitori di uscire dall’angoscia delle esecuzioni immobiliari, realizzerebbe anche i principi di uguaglianza sostanziale e di “favor debitoris”
Il meccanismo proposta dalla legge è logico, semplice e di grande efficacia, ne trarrebbero benefici  le Banche che registrerebbero perdite inferiori rispetto a una vendita fatta ai fondi speculativi, si libererebbero  dalle sofferenze, limiterebbero gli aumenti di capitale e diminuirebbero i controlli degli investitori stranieri.
Ma soprattutto, darebbe serenità a migliaia di famiglie e piccoli imprenditori che ne trarrebbero diversi benefici “decine di migliaia di famiglie potrebbero tornare alla serenità avendo a disposizione, in prospettiva, un nuovo reddito spendibile per sostenere la domanda interna – si legge nella proposta – migliaia di imprese potrebbero tornare a produrre inducendo gli imprenditori che ci credono a capitalizzarle adeguatamente”.

Certo resterebbe in piedi il tema dei grandi debitori sulle cui sofferenze il presidente della Commissione Finanze della Camera, Maurizio Bernardo, ha intenzione di avviare un osservatorio.
Noi di Sdebita ci auguriamo che la proposta di Paglia diventi legge, contabilmente i presupposti ci sono tutti, anche in considerazione che le banche stanno cedendo gli Npl ad un controvalore compreso tra il 10 e il 30% del valore originario del credito. Un livello che potrebbe essere alla base della rinegoziazione per il piccolo debitore.

Sarebbe una Resurrezione per milioni di persone e di piccole imprese, sarebbe un “Giubileo Bancario” in piena sintonia con il periodo Pasquale di questi giorni.

Raffaele Santopaolo

2018-02-02T12:00:48+02:0018 Aprile 2017|News, saldo e stralcio|

Leave A Comment