PACE FISCALE: CON IL NUOVO GOVERNO IN ARRIVO IL CONDONO FISCALE

PACE FISCALE: CON IL NUOVO GOVERNO IN ARRIVO IL CONDONO FISCALE

La novità rilevante che introduce la pace fiscale è che la percentuale per il condono del debito sarà calcolata in base al reddito. Vediamo di capire cos’è  come funziona il nuovo strumento previsto dal Contratto di Governo M5S-Lega.

Uno dei primi provvedimenti che metterà in atto il Governo Conte sarà la Pace Fiscale dei debiti tributari con successiva chiusura delle liti fiscali, a dichiararlo il ministro dell’Interno Matteo Salvini, che al comizio di Fiumicino ha ribadito che tale intervento è ai primi posti del contratto di Governo M5S – Lega.
Più che un nuovo condono è una sorta di maxi rottamazione delle cartelle per coloro che si trovano in condizioni economiche difficili. La novità è che per sanare la situazione con il Fisco italiano, basterà versare una piccola percentuale del debito che sarà calcolata in base al proprio reddito.
Dalle prime indiscrezioni, le percentuali oscilleranno tra il 6% e il 25% con un’aliquota intermedia del 10%

La pace fiscale darà la possibilità al cittadino di stralciare l’intero debito pagandone solo una piccola percentuale, consentendo così a molte famiglie e imprese di ritornare ad essere di nuovo produttivi. Da questa operazione si prevede che lo Stato possa incassare dai 35 a 60 miliardi in due anni.
Con tali soldi, il Governo potrà finanziare la flat tax e il reddito di cittadinanza, interventi presenti anche loro nel contratto di Governo.
Si tratta di una misura una tantum rivolta solo a determinate categorie di contribuenti e cioè a piccoli contribuenti, famiglie, imprese, professionisti e società che non hanno pagato tasse per un massimo di €200.000, ivi comprese sanzioni, interessi e more

Quali saranno le percentuali da pagare in caso di adesione alla Pace fiscale?

Al momento si sa che le percentuali pace fiscale sono 3:
1) pace fiscale al 6%: minima;
2) pace fiscale al 10%: intermedia;
3) pace fiscale al 25%: massima.

Proviamo di seguito a fare qualche esempio per inquadrare meglio come e quando potranno essere applicate le percentuali su citate, considerato che l’importo da pagare per redimere la lite fiscale ed ottenere lo stralcio del debito, varia a seconda della disponibilità economica del contribuente.

Caso 1: Poniamo il caso di un’impresa che abbia accumulato debiti per 100.000 euro con il Fisco, pagherebbe la percentuale minima,  il 6% di 100.000 euro, ossia 6.000 euro.
Caso 2: se la stessa azienda ha una più alta disponibilità economica, pagherà il 10% di 100.000 euro, ossia 10.000 euro per stralciare il debito.
Caso 3: se la stessa impresa ha una disponibilità ancora superiore, pagherà l’aliquota più alta, quella al 25%,  nel nostro caso su 100.000 euro, ossia 25.000 euro per sanare definitivamente la sua posizione fiscale.

Il governo ha dichiarato che lo spirito della  pace fiscale è quello applicare una misura efficace per coloro che a causa della pesante recessione economica non hanno potuto pagare in tutto o in parte le tasse fino a 200 mila euro ivi comprese sanzioni, interessi e more. Una misura per  quei contribuenti che sono falliti a causa delle tasse, perché hanno dichiarato tutto ma non sono riusciti a pagare IVA, IRPEF, IRES, IRAP ecc.
Una misura per preparare il terreno in vista dell’entrata in vigore della Flat Tax che questi piccoli contribuenti verrebbero penalizzati per il solo fatto di non aver potuto pagare le tasse in precedenza.

Raffaele Santopaolo

2018-06-07T15:09:12+00:00 7 giugno 2018|consigli utili, equitalia, News|

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