Anatocismo e abuso del diritto nel rapporto sinallagmatico dei contratti bancari

Anatocismo e abuso del diritto nel rapporto sinallagmatico dei contratti bancari

Con la delibera  pubblicata in Gazzetta Ufficiale del 10 settembre 2016 n. 212.  sono entrate in vigore le nuove regole sull’anatocismo bancario, concernenti finanziamenti, mutui, scoperti e aperture di credito.

Il 3 agosto 2016 è stata pubblicata la delibera del Comitato Interministeriale per il Credito e il Risparmio (CICR) in materia di anatocismo, emanata in attuazione del secondo comma dell’art. 120 del Testo unico bancario (TUB) modificato dall’articolo 17-bis del decreto legge 14 febbraio 2016, n. 18. In passato accadeva che le banche inserissero un’apposita clausola contrattuale con la quale gli interessi debitori venivano capitalizzati su base trimestrale, mentre quelli creditori su base annuale.

La normativa attualmente vigente impone che sia per gli interessi debitori che per quelli creditori si debba seguire la medesima periodicità, comunque non inferiore ad un anno, ai sensi del sopracitato art.120 co. 2 (TUB). In base allo stesso comma gli interessi debitori maturati non possono produrre interessi ulteriori, salvo quelli di mora, e sono calcolati esclusivamente sulla sorte capitale. Gli interessi debitori sono conteggiati al 31 dicembre e divengono esigibili il 1º marzo dell’anno successivo a quello in cui sono maturati; nel caso di chiusura definitiva del rapporto, gli interessi sono immediatamente esigibili. In precedenza, ad ogni scadenza la banca poteva addebitare automaticamente gli interessi al correntista, anche se il conto era incapiente, determinando ulteriori oneri in capo al risparmiatore. Con la nuova disciplina gli interessi saranno contabilizzati separatamente e non potranno essere prodotti ulteriori interessi.

La nuova Delibera disegna il suo ambito di applicazione, ovvero: le operazioni di raccolta del risparmio e dell’esercizio del credito fra intermediari finanziari e clienti. Oggetto della disciplina è la regolazione degli interessi corrispettivi, ossia remunerativi del capitale. È inoltre previsto per il cliente un lasso di tempo adeguato per adempiere al debito da interessi che, in assenza di un termine maggiormente favorevole pattuito nel contratto, prevede un periodo di trenta giorni dal ricevimento delle comunicazioni previste prima che gli interessi maturati divengano esigibili (art. 119 TUB).

Il decreto è applicabile agli interessi maturati dal primo ottobre 2016 ma esso si occupa altresì di disciplinare l’adeguamento dei contratti in corso, prevedendo l’introduzione di clausole conformi a quanto disposto dall’art. 120, comma 2, TUB, ai sensi degli artt. 118 e 126-sexies TUB. Sempre a favore del cliente è comunque stabilito che tutte le disposizioni della delibera sono derogabili solo se sostituite da condizioni contrattuali più favorevoli alla clientela. Regime diverso seguono i contratti che non prevedono l’applicazione degli articoli 118 e 126‐sexies del TUB per cui gli intermediari proporranno al cliente l’adeguamento del contratto entro il 30 settembre.

Marcello Santopaolo

2018-02-02T12:00:43+01:0024 Agosto 2017|News, normative|

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