Equitalia: È illegittimo sottoporre l’auto del dipendente al fermo amministrativo

Equitalia: È illegittimo sottoporre l’auto del dipendente al fermo amministrativo

Se il veicolo è necessario al processo lavorativo il fermo amministrativo non può essere applicato.
Per garantire il recupero dei crediti scaduti, gli agenti della riscossione possono adottare il fermo amministrativo, che consiste nel blocco dell’auto, nei confronti del debitore.
Una misura cautelare che evita che il bene possa subire pregiudizio o perdere di valore a causa dell’uso quotidiano, prima che si disponga la vendita all’asta del bene stesso.
Ma come si comporta la Giurisprudenza, nel caso in cui il contribuente per lavorare ha la necessità di usare il veicolo che sarebbe soggetto al fermo amministrativo?

Il Testo unico sulla riscossione, art. 86 del d.p.r. n. 602/1973, modificato dall’art. 52, 1° comma, lett. m-bis del d.l. n. 69/2013 convertito dalla l. n. 98/2013, stabilisce, infatti, che non può iscriversi il fermo sul veicolo di proprietà del contribuente, se è dimostrato che questo serve per l’esercizio dell’attività d’impresa o della professione.

Una sentenza della Commissione Tributaria Provinciale di Milano supera l’interpretazione di tale articolo estendendolo anche al lavoratore dipendente. Insomma se il contribuente dimostra che per raggiungere il posto di lavoro deve usare l’automobile e in mancanza di beni analoghi tali da consentire al debitore lo svolgimento della propria attività lavorativa, il fermo deve ritenersi illegittimo, perché necessario al processo lavorativo.

La CTP di Milano ritiene indispensabile lo svolgimento dell’attività lavorativa, che può avvenire solo attraverso l’utilizzo della propria vettura per raggiungere il posto di lavoro, par garantire al contribuente un sostentamento minimo a se stesso e alla propria famiglia.

2018-02-02T12:00:50+01:008 Novembre 2016|equitalia|

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