Commissioni di riscossione alte, elevate, anzi elevatissime. Forse oltre la soglia dell’usura. È un sospetto a dir poco imbarazzante quello che grava su Equitalia, il colosso pubblico della riscossione, spauracchio di centinaia di migliaia di italiani.
Equitalia finisce sotto inchiesta a Salerno, la Commissione tributaria ha ritenuto nulla una cartella per un banale difetto di notifica, ma non si è limitata a questo ed ha chiesto alla magistratura di indagare sul caso, aprendo uno scenario che potrebbe far tremare i polsi all’ Agenzia dell’Entrate proprietaria del 51% e all’Inps con il 49% .
Il colpo di scena quando un commercialista Salernitano fa ricorso a un preavviso di iscrizione ipotecaria su l’abitazione principale di un contribuente. Viene accertato un difetto di notifica ma potrebbe esserci di più, si chiede trasparenza e i giudici fiscali accolgono la richiesta non una ma due volte.

Accertano il difetto di notifica, rilevano l’illegittimità del ruolo e annullano la cartella. Ma suppongono che possa esserci un metodologia che genera un problema di fondo vengono generati “tassi da usura”. I documenti così vengono inoltrati ai PM della procura perché facciano i loro controlli.
Un passaggio rivoluzionario, una contrapposizione tra l’l’autorità giudiziaria e i mastini del fisco in un duello ma visto prima. Di fatti si deve accertare una volta e per tutte se Equitalia abbia applicato tassi ai limiti di legge, oppure siano tassi ultralegali, oltre la soglia dell’usura. (legge 108/96)
In effetti questo scenario di guerra in atto è già da un anno. Nel 2015 lo stesso commercialista i aveva sollevato medesimo quesito in un altro procedimento e sempre alla procura di Salerno.
La questione al di là delle suggestioni sugli scenari che si possono aprire, è difficoltosa e viscida, sicuramente ci vorrà del tempo ma l’importante e che si inizi a indagare e discutere.

La verità è che Equitalia arriva a colpire il debitore con anni e anni di ritardo e in questo caso gli interessi lievitano in maniera anatocistica ed esponenziale fino a raggiungere cifre spropositate. Questo è  l’aspetto rilevante di un problema molto più complesso che tocca il rapporto fra lo Stato e i cittadini, un nervo scoperto che si è infiammato in questi anni di crisi.
Se si dovesse dimostrare che Equitalia ha applicato metodologicamente tassi usurai, le conseguenze potrebbero essere devastanti.
Prima di tutto sul piano politico perché Equitalia è il carro-armato dell’Agenzia delle Entrate nella lotta all’evasione fiscale e, sarebbe intollerabile che un attore così rilevante della pubblica amministrazione, possa non solo sostenere comportamenti poco istituzionali, ma addirittura paragonabili quelli di volgari strozzini.
Ma al momento parliamo di sospetti, tutto deve essere ancora verificato nel merito e nella concretezza.

Sicuramente non è il caso cedere al clima di piazza infiammata, ma la piazza è vessata dalla guerra di notifiche condotta meticolosamente, su questo versante auspichiamo ancora una volta che sia la politica a battere un colpo, a dare quindi un indirizzo di fondo all’azione dei funzionari dell’erario, facilitando l’ esdebitamento quando ciò è possibile. L’obiettivo di tutti dovrebbe essere quello di ridare fiducia e slancio al nostro paese.

Raffaele Santopaolo