Fermo amministrativo: la giurisdizione competenza territoriale e riparto secondo la Cassazione a sezioni unite

Fermo amministrativo: la giurisdizione competenza territoriale e riparto secondo la Cassazione a sezioni unite

La Cassazione a sezioni unite si è espressa sul fermo amministrativo in merito alla competenza territoriale e riparto della giurisdizione

Gli atti impositivi devono essere notificati dall’organo territorialmente competente. Tale competenza è stabilita dal DPR 600 del 1973 art.31, nel quale è stabilito che essa spetta all’ufficio nella cui circoscrizione si trova il domicilio fiscale del contribuente obbligato; quest’ultimo, ai sensi dell’art.58 dello stesso DPR, dovrà notificare eventuali variazioni del domicilio fiscale, poiché potrebbe variare l’Ufficio competente a emettere il provvedimento di fermo, rendendo quest’ultimo illegittimo.

Il fermo amministrativo costituisce misura non alternativa all’esecuzione ma afflittiva, sicché la pretesa dell’esattore è impugnabile con un’azione di accertamento negativo. Lo hanno stabilito le Sezioni Unite della Corte di Cassazione, con l’ordinanza n.15354 depositata il 22 luglio 2015. L’art. 50 del DPR 600 del 1973 abilita il Concessionario a procedere ad espropriazione forzata qualora la cartella di pagamento non venga impugnata nel termine stabilito dallo stesso articolo di 60 giorni. Decorso tale termine l’agente della riscossione può avviare la procedura di iscrizione del fermo dei beni mobili registrati con la notifica di una comunicazione contente l’avviso che, in mancanza del pagamento delle somme dovute entro il termine stabilito sarà eseguito il fermo, senza inviare un’ulteriore comunicazione al soggetto in questione, mediante iscrizione dei beni nei registri mobiliari.

Le Sezioni Unite della Cassazione sono riuscite a dare chiarezza a una questione controversa relativa ai ricorsi contro fermo e ipoteca iscritti da Equitalia. Tali ricorsi vanno presentati al giudice ordinario competente per valore, secondo le regole generali del codice di procedura civile. Sempre che non si tratti di tributi, che rientrano nella sfera di competenza delle Commissioni Tributarie Provinciali. Contro il fermo o l’ipoteca andrebbe sollevata un’opposizione all’esecuzione forzata, dinanzi a un Tribunale. Questo perché il fermo e l’ipoteca non sono misure esecutive, ma atti con finalità cautelari del credito utilizzate non per avviare un procedimento di espropriazione, ma per avere una garanzia di riscossione del credito. Dunque la competenza di tale materia risulta fissata in capo al giudice ordinario o tributario, secondo le norme generali.
La Cassazione chiarisce che per i provvedimenti causati dal mancato pagamento di debiti fiscali è competente la Commissione Tributaria; per i provvedimenti causati dal mancato pagamento di contributi e sanzioni è competente il giudice ordinario.

 

2018-02-02T12:00:41+01:0029 Settembre 2017|equitalia, News, normative|

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