Una bad bank è una società in cui si fanno confluire i crediti deteriorati di una banca detti anche NPL “Non Performing Loans” o Crediti in sofferenza.
Si calcola che il 17% di tutto il credito bancario italiano è riconducibile ai crediti che difficilmente verranno riscossi, per una cifra compresa tra i 320 e i 330 miliardi di euro e la crescita delle sofferenze pari al 9.6% sul totale dei prestiti concessi dati aggiornati al 2014. (nel 2007 erano al 2.8%).
Il perdurare di una situazione del genere, fa si che le banche concedono nuovi prestiti soltanto a chi non viene considerato “a rischio”.
Questo frena i consumi ma soprattutto rallenta la crescita economica delle PMI che non riescono più ad accedere al credito
Lo scopo primario (almeno in linea teorica) di una bad bank è quello di essere un’utile strumento in grado di creare le condizioni per facilitare nuovamente l’accesso al credito. Le banche infatti “liberandosi” dal peso delle sofferenze, dovrebbero essere incentivate ad erogare prestiti e dare credito alle famiglie e alle PMI stimoli alla ripresa economica e dei consumi.
Questa tipologia di banca viene solitamente costituita con un azionariato misto pubblico e privato, con l’obiettivo di acquisire (a prezzi scontati) parte dei crediti divenuti inesigibili. In questo modo le banche, possono portarli nei propri bilanci e scaricarli come perdite. Mentre la bad bank cercherà di recuperare al meglio i crediti deteriorati.
In Europa si sono visti diversi casi di successo di bad bank: Irlanda, Spagna, e in precedenza Svezia.

E in Italia??? Quale sarebbe l’impatto di una tale operazione sull’opinione pubblica?

Ammesso e non concesso che Renzi sia sufficientemente temerario da chiederla, quanti italiani potrebbero appoggiare l’idea che i soldi pubblici vengano usati per aiutare le banche? Probabilmente nessuno.
Però, la parola risulta ancora una volta essere il mezzo più potente a nostra disposizione e una risposta diversa potrebbe essere ottenuta chiedendo agli italiani:
Appoggereste l’idea che soldi pubblici vengano usati per aiutare chi è stato vittima della crisi e può più facilmente rinegoziare il proprio debito??
Appoggereste l’idea che soldi pubblici vengano usati permettere alle banche di finanziare famiglie e imprese, rimettendo in moto l’economia reale?

Meditate gente Meditate!!