Disciplina dello ius variandi nei contratti bancari

Disciplina dello ius variandi nei contratti bancari

Il quadro giuridico di riferimento in tema di ius variandi e dei contratti soggetti a modifiche unilaterali delle condizioni contrattuali bancarie

Lo ius variandi è una facoltà riconosciuta, dalla legge, all’istituto di credito di poter modificare unilateralmente le condizioni contrattuali in futuro, purché sia stata originariamente stabilita nel contratto. Dal momento che si tratta di un enorme beneficio per le banche, il diritto di modificare unilateralmente le condizioni di contratto costituisce una clausola molto ricorrente, che si rinviene in pressoché tutti i contratti bancari. Agli istituti di credito viene riconosciuto il potere di modificare anche le condizioni economiche del rapporto, oltre che i tassi d’interesse, e per tale motivo le banche sono incentivate a procedere in questa direzione, per l’esistenza di un conflitto d’interessi rispetto alla loro controparte contrattuale: ogni modifica sfavorevole per il contraente rappresenta un miglioramento della posizione contrattuale dell’istituto di credito. Per l’esercizio dell’ius variandi è necessario che sussista un giustificato motivo e che tale modificazione venga preventivamente notificata al cliente nei termini stabiliti dalla legge, a pena di inefficacia.

Per comprendere al meglio questa materia bisogna citare l’art.118 del T.U.B. (d.lgs. 1 settembre 1993,n.385) che ne definisce le modalità di comunicazione. Qualunque modifica delle condizioni contrattuali deve essere notificata al cliente con un preavviso minimo di 30 giorni, in forma scritta oppure mediante altro supporto preventivamente accettato dal cliente, in quanto trattandosi di una comunicazione ricettizia, essa produce i suoi effetti nel momento in cui entra nella sfera giuridica del contraente; entro 60 giorni dalla ricevuta comunicazione di modifica, al cliente viene conferito il diritto di recedere il contratto senza spese di chiusura e penalità e la modifica si considera accettata qualora il cliente non receda il contratto entro i termini per l’esecuzione della modifica. Qualora la controparte contesti l’avvenuta ricezione della comunicazione, sarà onere della banca provare l’efficacia della proposta di modifica. Le variazioni contrattuali che si verificano con modalità diverse da quelle descritte in tale articolo, se sfavorevoli per il cliente, risultano inefficaci. Le variazioni dipendenti da modifiche conseguenti a decisioni di politica monetaria devono operare, contestualmente in pari misura, sia sui tassi debitori sia su quelli creditori.

Le modificazioni richiedono espressamente la sussistenza di un “giustificato motivo”, che legittima la variazione. Questo elemento ha una rilevanza fondamentale, in quanto la presenza ha a che fare con profili sostanziali della vicenda. Molto recentemente il Tribunale di Rimini ha osservato che lo ius variandi implica necessariamente la sussistenza di un giustificato motivo e non consente all’istituto di credito semplici ripensamenti circa quanto in precedenza pattuito con la controparte. La banca non può semplicemente “pentirsi” delle condizioni originariamente pattuite con il cliente e modificarle a proprio favore, senza che siano intervenuti fatti tali da intaccare l’assetto di interessi che aveva condotto alla pattuizione originaria.

La modifica introdotta a mezzo dello iusvariandi deve essere congrua rispetto alla motivazione addotta nell’atto di esercizio. Non risulta modifica congrua quella di una forte variazione commissionale rispetto ad una motivazione rappresentata dalla mutata situazione di mercato. Il potere di modifica unilaterale del contratto riconosciuto alla banca dall’art. 118 TUB, in quanto eccezione alla regola generale della immodificabilità del contratto senza il consenso di entrambe le parti, deve intendersi limitato alla possibilità di modificare clausole e condizioni già esistenti, e non può spingersi sino al punto di introdurre clausole e condizioni del tutto nuove.

Marcello Santopaolo

 

2018-02-02T12:00:44+01:0022 Agosto 2017|normative, usura e anatocismo|

Leave A Comment