Quando il mutuo erogato per risanare un debito di conto corrente risulta nullo

Quando il mutuo erogato per risanare un debito di conto corrente risulta nullo

Molto spesso la banca propone un mutuo al correntista per azzerare uno saldo negative di conto corrente affidato; tale contratto potrebbe ritenersi nullo.

Il mutuo è un contratto reale che si perfeziona con la consegna del denaro. La traditio o consegna può essere realizzata validamente anche attraverso l’accreditamento in conto corrente della somma concessa in prestito al mutuatario. Tuttavia, nel caso in cui il mutuo sia stato stipulato al fine di estinguere un debito del conto corrente, il mutuatario non solo non ottiene alcun beneficio dal mutuo, visto che il capitale concesso è destinato a coprire un altro saldo, ma può subire anche danni patrimoniali dal pagamento delle rate o dalla pretesa creditoria della banca.
La banca consegue invece un duplice risultato utile perchè, da un lato, il mutuo, agevola il soddisfacimento della pretesa economica della banca, dall’ altro consente alla banca di percepire gli ulteriori interessi pattuiti quale corrispettivo di una somma mai, in realtà, utilizzata dal beneficiario apparente.
Spesso la banca propone o “costringe” gli imprenditori in difficoltà a sottoscrivere un mutuo per il consolidamento dei debiti.
Tale mutuo ha natura simulata, in quanto la reale volontà dell’istituto di credito è quella di ottenere una garanzia ipotecaria per un debito preesistente.
Questa tipologia di contratto con questo scopo deve ritenersi nullo poiché in violazione degli art. 1418 e 1325 c.c.
Questa fattispecie potrebbe essere inquadrata nell’ ambito del negozio collegato, il quale contiene una pluralità di prestazioni tra loro connesse le quali, però, sono inquadrabili in distinti schemi causali. Il comune intento pratico delle parti è di voler subordinare il contratto di mutuo al ripianamento di una pregressa esposizione debitoria rinveniente dal conto corrente. L’ effettivo scopo del mutuo trascende quello del finanziamento. Il Tribunale di Brindisi (con sentenza del 04-12-2006), ha dichiarato che il contratto di mutuo, in tal caso, deve ritenersi stipulato in frode alla legge, in violazione dell’ art.1344 c.c., perché concluso al solo fine di estinguere una illecita scopertura del conto corrente. Il vero scopo della operazione sarebbe quello di creare una obbligazione virtuale per ottenere garanzie fideiussorie o ipotecarie che agevolano il soddisfacimento del credito.
Non assolvendo, in tal caso, la sua funzione tipica di finanziamento, il mutuo va dichiarato nullo per difetto di causa ex art.1418 c.c.

Marcello Santopaolo

2017-09-12T17:25:18+02:007 Settembre 2017|News, normative, usura e anatocismo|

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