Il rapporto sul profilo del debitore per il primo semestre 2017 offre una fotografia del soggetto medio e delle principali differenze a livello territoriale

La tematica dei crediti insoluti continua a essere al centro dell’attenzione sia per il sistema bancario, con molti istituti impegnati nel recupero di crediti deteriorati che arrivano a un totale di quasi 300 miliardi, sia anche per le PMI che nei crediti insoluti trovano una delle principali cause di fallimento.
In questo contesto sorge il DebtScreening, che rappresenta un’analisi sui dati relativi a soggetti debitori, persone fisiche reperiti nel I semestre 2017, grazie all’attività eseguita da Abbrevia, una società che si occupa di eseguire indagini per il recupero del credito che ha competenza sul tutto il territorio italiano.
Con tale ricerca si parte inizialmente dalla definizione della nazionalità dei soggetti, della loro età anagrafica fino ad informazioni più accurate come la reperibilità nei casi di rintraccio relativo al recupero di crediti. Si attua, inoltre, una suddivisione dei debitori in base alle aree geografiche, per il tasso di disoccupazione dei soggetti debitori, per tipologia di occupazione (dipendente, pensionato ecc…) e in base alla proprietà di immobili o di autoveicoli; altro dato che risulta rilevante è la presenza di un conto corrente bancario o postale intestato al soggetto debitore.

Il primo aspetto analizzato riguarda i dati demografici, partendo dalla nazionalità che per l’88% risultano essere italiani; dal punto di vista dell’età anagrafica vediamo i soggetti over 40 che rappresentano il 79% dei soggetti debitori.

Altro dato estremamente rilevante è quello relativo all’occupazione del debitore. Da un punto di vista generale vediamo che dai dati raccolti emerge una disoccupazione che si aggira intorno al 25 % del campione. Si arriva poi ad analizzare i soggetti occupati dove vi è preponderanza della categoria degli imprenditori rispetto ai dipendenti. Altra categoria inserita in questa analisi è quella dei soggetti che eseguono una doppia professione.
Ultimo aspetto è relativo ai beni potenzialmente pignorabili; tra le varie tipologie di beni l’ultima posizione spetta alla categoria degli immobili che raggiunge il 42%; successivamente troviamo i veicoli intestati al debitore con il 59%; infine dal punto di vista del creditore che vuole attuare un pignoramento si conferma come bene più facilmente rintracciabile e quindi aggredibile, il conto corrente con il 77%.

Raffaele Santopaolo