Usura Bancaria: la banca condannata a pagare il danno non patrimoniale per un illegittima segnalazione alla Centrale Rischi

Usura Bancaria: la banca condannata a pagare il danno non patrimoniale per un illegittima segnalazione alla Centrale Rischi

La banca responsabile per l’applicazione di interessi usurari su un conto corrente e per l’illegittima segnalazione alla centrale dei rischi dovrà risarcire il cliente per il danno non patrimoniale.
La banca ha applicato tassi di interesse ultra legali per nove trimestri impedendo alll’impresa, che ha subito la revoca degli affidamenti, di operare liberamente sul mercato.
Il Tribunale di Padova, seconda sezione civile, nella sentenza 833/2016 (giudice Giorgio Bertola) ha condannato l’istituto di credito a pagare all’impresa istante, una somma doppia rispetto alla cifra da restituire al correntista per l’applicazione di tassi usurari sul conto corrente.
Il Tribunale ha accolto il ricorso avanzato da una società e dai fideiussori della stessa, la decisione risulta sostanzialmente in linea con quanto emerso dalla CTU eseguita con l’ accertamento tecnico preventivo.
Dove si è evidenziato il superamento del tasso soglia sia su un conto corrente intestato all’azienda sia su un conto personale.
Il metodo di calcolo, stabilito dal giudice, è la sommatoria di tutti i costi e le spese, comprese le commistione di massimo scoperto che anche Banca d’Italia ha sempre considerato nel computo del tasso, fino a quando la legge 2/2009 ne ha poi completamente modificato la natura.
Per di più, le rimesse effettuate su di un conto corrente hanno, fino a prova contraria, natura ripristinatoria: nel caso in esame la banca non ha dimostrato se o quali delle rimesse avessero natura solutoria.
Per tali motivi, il termine di prescrizione decorre dalla chiusura del conto corrente, altrimenti sarebbe iniziato a decorrere da ogni rimessa solutoria.
In sintesi la società risultava, in credito e non in debito versa la banca, la qual cosa rende ancor più illegittima la segnalazione alla centrale dei rischi. L’essere iscritti nella centrale rischi della Banca di Italia, ha limitato l’espansione commerciale del cliente e di conseguenza è stata inibita al mercato del credito, un ulteriore danno considerando l’essenzialità che riveste per le imprese.

2018-02-02T12:00:51+02:0015 Marzo 2016|News|

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